Il principio della leva

Datemi una leva e vi solleverò il mondo

Diverse parti del corpo umano, oltre a tanti oggetti di uso comune, sono azionati da leve.

Sembra un meccanismo comune, niente di speciale, ma il principio della leva non è sempre stato noto né tantomeno impiegato dagli esseri umani.

Nell’antichità, per lo svolgimento di qualsiasi lavoro, veniva impiegata esclusivamente la fatica umana.

Nel 3° secolo a.C. Archimede, uno dei matematici più grandi di tutti i tempi, fu il primo ad affrontare, nel trattato Sull’Equilibrio dei Piani, il principio della leva.

Archimede stabilì che il rapporto tra i bracci della resistenza e della potenza è inversamente proporzionale al rapporto tra le forze, più uno aumenta più diminuisce l’altro.

Una leva (un oggetto rigido), può ruotare intorno a un fulcro (un punto fisso rigido); agli estremi della leva, sui bracci (distanza dal fulcro), agiscono 2 forze: resistenza (che si deve vincere) e potenza (che viene applicata).

Se la potenza viene applicata a una distanza maggiore dal fulcro (braccio più lungo) rispetto alla distanza della resistenza (braccio più corto), si ha un vantaggio; in caso contrario no: la resistenza infatti avrà un braccio più lungo e sarà necessaria più potenza per vincere.

Nel corpo umano la potenza è sempre fornita da un muscolo, la resistenza dal peso della parte che dobbiamo muovere, il fulcro è l’articolazione delle due ossa.

La famosa frase “Datemi una leva e solleverò il mondo è attribuita ad Archimede. Gli studi del matematico sul principio della leva sono risultati fondamentali. Una volta individuato il fulcro e il peso del corpo, sarà infatti possibile sollevare qualsiasi peso con una forza molto piccola.

La formula per calcolare una leva è: potenza braccio della potenza = resistenza X braccio della resistenza.

La progettazione degli Aprichiusini Feda sfrutta il basilare principio di Archimede.

La leva, in abbinamento al sistema di aggancio sul chiusino (che rappresenta il peso da sollevare), permette di applicare la potenza a una distanza dal fulcro maggiore rispetto alla distanza della resistenza.